Le escursioni sul Massiccio dei Sette Fratelli sono possibili tutto l’anno

Un tesoro vicino alla città di Cagliari: la Foresta dei Sette Fratelli

Questo genere di escursioni è alla portata di tutti ed è un bellissimo modo per visitare il bosco e vivere un’esperienza a stretto contatto con l’ambiente naturale.

Data Articolo: 15/12/2011 10:57:00
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Alla scoperta di..

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La Foresta dei Sette Fratelli, ricca di leggende legate a toponimi e tradizioni locali, è situata a breve distanza da Cagliari.
Si raggiunge percorrendo la S.S. 125 fino al Km. 30, località Arcu ‘e tidu (Passo del Colombaccio), dove si devia sulla destra in direzione “Parco 7 Fradis”. Una sterrata forestale e una serie di sentieri consentono di inoltrarsi nella Foresta, tra corsi d’acqua e rocce granitiche datate circa 300 milioni di anni, scolpite dagli agenti atmosferici che hanno dato origine a forme spettacolari di erosione.


In passato la Foresta è stata “aggredita” dall’uomo, che ha tagliato il legname (come in molte altre aree boscate dell’Isola) per costruire le traversine ferroviarie e per produrre carbone. Ancora oggi, percorrendo i numerosi sentieri, troviamo le testimonianze delle attività umane: ceppaie, dispense, aree carbonili ma anche le rovine di “Su Cunventu”, un convento costruito nel XVIII secolo per dare rifugio a pellegrini e viandanti insidiati dai banditi che abitavano queste montagne.

Oggi la Lecceta ricopre rigogliosa questi versanti e ospita una ricca fauna, costituita da mammiferi (tra cui Cervo sardo, Muflone, Cinghiale, Volpe, Donnola, Martora, Riccio, Coniglio selvatico, Lepre sarda), uccelli (tra cui Aquila reale, Astore, Sparviero, Poiana, Gheppio, Ghiandaia, Picchio rosso maggiore oltre a numerose specie di piccoli passeriformi), rettili, anfibi e pesci. E' dunque possibile fare numerosi incontri emozionanti.

La cosiddetta ’“Attraversata dei Sette Fratelli” permette di ripercorrere ancora oggi le orme dei viandanti che, partendo da Cagliari e dintorni, raggiungevano la costa sud-orientale diretti verso Castiadas.
Itinerario impegnativo (circa 24 Km e 8 ore) ma consigliabile a chi vuol conoscere i due versanti del Massiccio, diversi per esposizione e morfologie. Il tratto che attraversa le creste è particolarmente bello nel periodo primaverile, quando fioriscono orchidee, ciclamini, ranuncoli e narcisi.

E come tralasciare una visita alla valle del Rio Maidopis, attraversata da una comoda sterrata da percorrere anche in mountain bike (solo per bikers esperti, dato il dislivello), nella quale è facile riconoscere i segni di presenza del Cervo e del Cinghiale e dalla quale ci si può portare alle pendici del Monte Eccas, sulle cui cime rocciose si osserva il volo di Corvo imperiale, Aquila reale e altri rapaci.

Il massiccio dei Sette Fratelli racchiude anche testimonianze archeologiche delle popolazioni che anticamente abitavano l’Isola. Molto suggestivo l’itinerario di 12 Km e circa 6 ore che, partendo dalla vecchia S.S. 125, risale verso le Cime fino al Nuraghe su Gattu, caratterizzato da una struttura insolita che si riscontra anche in altri nuraghi presenti nel Monte Eccas. Più in basso dello stesso Monte Eccas si può visitare la ben conservata Tomba dei giganti di Is Concias, monumento di sepoltura e antichi culti.

Anche il versante di Castiadas offre numerose possibilità agli appassionati del camminare, con una sviluppata rete di sentieri percorsi anche dai selvatici, abbondanti nell’area. Qui termina la già nominata “Attraversata dei Sette Fratelli” e qui è possibile visitare la Foresta di ‘Acqua callenti', regno del Cervo sardo e dell’Aquila reale.

Da visitare anche il borgo di San Gregorio, antica sede di villeggiatura della borghesia cagliaritana, da cui si può raggiungere il paese di Burcei con un sentiero molto bello immerso nel verde.

La fruizione del Massiccio dei Sette Fratelli è possibile tutto l’anno, con qualche eccezione per le ore più calde del periodo estivo, durante le quali è tuttavia possibile camminare nelle zone più alte e ombrose, dal momento che il bosco mitiga efficacemente il clima. Nel periodo estivo occorre però fare abbondante provvista d’acqua perché le fonti possono essere in secca.
Dalla metà di agosto al mese di ottobre la Foresta diventa teatro dell’attività riproduttiva dei Cervi: il maschio emette il suo richiamo per attirare le femmine e marcare il territorio allontanando i maschi rivali che tentano di insidiare il suo harem.

Ascoltare il bramito dei Cervi è un’esperienza molto emozionante
, specie nello ore notturne, perché i cervi, inebriati dalla fregola riproduttiva, perdono la riservatezza che li caratterizza nel resto dell’anno e sono più facilmente visibili.

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